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Formazione

Una persona, con particolari sensibilità, può avere una disposizione a “fare” l’educatore. Spesso la spinta deriva da motivazioni religiose e/o laiche che spingono a svolgere una azione di aiuto, di sostegno e di stimolazione nei confronti soprattutto dei giovani.

 

Non è sufficiente sentire la “vocazione”

Questa disposizione è importante ma sarebbe idea distorta pensare che per “fare l’educatore” sia sufficiente sentire la “vocazione” ad educare.

Sarebbe pericoloso invece perché si correrebbe il rischio di cadere in una azione non educativa ma “caritatevole” che non aiuterebbe l’educando a crescere veramente. A chi ha fame, dopo un primo momento di aiuto, più che il cibo è necessario dare gli strumenti per produrre il cibo.

Un educatore, che “sceglie” di essere un educatore, deve essere una persona in “formazione”.

 

“Formare” e “Formazione”

“Formare” significa “dare forma” ad una persona, nel nostro caso ad un educatore.

La “formazione” è l’azione che si svolge per fare acquisire la “forma” di educatore attraverso tecniche, strumenti, contenuti utili e necessari che gli possano permettere di svolgere al meglio il suo “mestiere”.

L’educatore deve sentire la necessità di formarsi e cioè:

  • di approfondire le proprie motivazioni umane, sociali, religiose
  • di acquisire conoscenze, competenze, tecniche, strumenti.

 

La Formazione continua

Formarsi vuol dire sentire l’esigenza di acquisire dignità di educatore e di ampliare, quindi le proprie competenze per essere, nella maniera migliore possibile, al servizio delle persone.

L’educatore è, infatti, una persona in “divenire”, consapevole che non conoscerà mai un punto di arrivo nelle sue conoscenze tecniche, nelle sue competenze educative, nelle sue consapevolezze personali, nella sua capacità di analisi psicologica di se stesso e degli altri, nelle sue possibilità comunicative, nelle sue esperienze culturali, nella sua ricerca morale e spirituale.

L’educatore è una persona in “cammino”. Durante il suo cammino stabilisce un rapporto intenso con i ragazzi che incontra mettendo in campo tutta la sua ricchezza umana e tutta la sua competenza tecnica, come se quella ricchezza e quella competenza fossero “assolute” ma con la consapevolezza che sicuramente potrà nel tempo aumentare e rendere migliore la sua ricchezza e la sua competenza.

 

I corsi – la quotidianità della vita – analisi del vissuto

Questa consapevolezza nasce dal fatto che un educatore che ha “scelto” di essere educatore sa che deve continuamente “formarsi”, ricercando tutte le opportunità e le occasioni che gli possano permettere di poter essere al servizio delle persone in maniera sempre più corretta e responsabile.

La sua formazione può avvenire attraverso la frequenza agli appositi corsi di formazione e di aggiornamento, le esperienze di approfondimento, la verifica delle competenze, il confronto con altri educatori.

Dal giorno in cui ha frequentato il primo corso di formazione deve esser nata in lui la “fame” di formarsi, nella consapevolezza che per un educatore non esisterà mai un punto di arrivo nella sua formazione.

La formazione, come accennato, non avviene solo attraverso i corsi. Avviene anche attraverso i libri, il teatro, il cinema, l’arte, la politica, la famiglia, l’attività lavorativa. La quotidianità della vita, infatti, aiuta a scoprire molti strumenti che possono arricchire la personalità dell’educatore e fargli acquisire nuove competenze.

Importantissima, inoltre, ai fini della formazione, è l’analisi dell’esperienza quotidiana in ogni settore e ambito. L’analisi del vissuto personale, del vissuto esperienziale con i ragazzi, delle occasione che la vita quotidianamente ci offre è forse ciò che maggiormente contribuisce alla crescita di un educatore.

 

Per questo motivo un educatore non ha orario, non ha limiti, non ha fughe.

Per un educatore ogni aspetto culturale, esperienziale, relazionale favorisce la riflessione, la ricerca, la crescita umana e tecnica.

 

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Per aiutare la riflessione

  • Cosa significa “formarsi”……………………………………………………………………………………………………………………………………………………………………
  • Come può avvenire la “formazione”……………………………………………………………………………………………………………………………………………………
  • Perchè è necessario “formarsi”…………………………………………………...……………………………………………………………………………………………………
  • Quando ha termine il processo formativo……………………………………………………………………………………………………………………………………………
  • Attraverso la “formazione” si acquisiscono…………………………………………………………………………………………………………………………………………

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Arrivederci al prossimo numero con l’…“Intenzionalità educativa”

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