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Educazione

Breve premessa

1) Una Associazione che fa educazione attraverso lo sport

Il CSI è una associazione che pone al centro della sua azione l’ “educazione” come venne ben definito nello Statuto del 1971, nel quale al primo comma dell’Art.1 era scritto:

“Il Centro Sportivo Italiano (C.S.I.) promuove un movimento sportivo giovanile che vive l’esperienza dello sport come momento di educazione, di maturazione umana e di impegno, in una visone ispirata alla concezione cristiana dell’uomo e della realtà”.

Ed allora, se l’educazione è il centro della sua azione, è bene aver chiarezza circa il senso il significato e le implicazioni del termine “educazione”, al di là di facili, scontate e spesso false definizioni e interpretazioni.

I scheda

  1. a) Educazione

Tutto nasce dal verbo latino “educere” da cui deriva il verbo italiano “educare”.

“Educazione”, derivando dal vocabolo latino “e-ducere”, significa propriamente “l’azione del condurre (ducere) fuori (e)” che tende a far scoprire e a liberare le potenzialità che appartengono ad ogni singola persona.

“Educare”, pertanto, consiste nell’aiutare una persona a liberare le potenzialità interiori che la caratterizzano.

 

Educazione ed educatore

In realtà l’educazione parte da un educatore.

Una persona cioè che vuole far scoprire all’educando valori umani, sociali, morali, esistenziali che gli permettano di essere protagonista della propria vita.

Per educare quindi è necessario l’educatore. Ma l’educatore nell’intraprendere l’azione dell’educare deve avere aver chiare le sue motivazioni educative che si fondano sul rispetto della persona e il riconoscimento della sua libertà.

Questo vuol dire che l’educatore ha, anzi deve avere, come progetto educativo, quello di voler far “uscire” ciò che l’educando possiede dentro di sé, senza insegnare nulla.

 

Educare è una scommessa

Educare significa anche accettare una scommessa.

Infatti nell’educare non si può aver una finalità programmata perché nessuno può sapere qualche sarà lo sviluppo di quel processo educativo.

Inoltre non si può avere alcuna certezza del “risultato” (e non si deve nemmeno avere “desiderio” di certezza) sia perché metodi e tecniche educativi aiutano ma non garantiscono il risultato sia perché la persona “educanda” è libera e, pertanto, più libera le proprie potenzialità più diviene creativa e capace di modificare la realtà, scoprendo dimensioni e risultati nuovi, che l’educatore non poteva nemmeno sospettare.

 

Educazione come libertà

Per questo motivo si dice che l’educazione non può essere “a specchio”.

Infatti l’educatore non tende a far sì che l’educando ripeta qualcosa che lui gli insegna, non tende a creare un doppione di se stesso per cui l’educando diventi l’immagine speculare dell’educatore. L’educatore deve invece portare ogni singolo individuo a scoprire la propria dimensione di  persona, a comprendere  che egli è “unico, originale e irripetibile” e per questi motivi deve esprimere le proprie capacità e lavorare creativamente per migliorare la realtà continuamente. L’educazione non tende a far ripetere, a far imparare a memoria, ad annullare se stessi. Per questo l’educazione ha un inizio ma non ha un termine Tutto al contrario, la finalità dell’educare è proprio quella di non avere un termine perché la persona, quando non avrà più bisogno dell’educatore, continuerà ad “educarsi” attraverso l’esperienza concreta della vita.

Educata ad essere se stessa, ogni persona tenderà a rendere le altre persone libere e protagoniste della loro vita.

 

L’educazione non è neutra

Non esiste una educazione neutra.

L’educazione deve nascere da una scelta motivata e consapevole e si incarna nella storia e nella società del proprio tempo. Un educatore che vuole essere un “buon maestro”  deve avere chiara la motivazione che lo ispira, quella di essere al servizio delle persone per aiutare le persone a essere libere, protagoniste della loro vita per rendere la vita stessa migliore.

Educare è difficile ma è una responsabilità a cui ognuno (genitore, allenatore, insegnante, operaio, dirigente, impiegato…) deve prepararsi e per far questo è necessario “formarsi” all’educazione.

 

Per aiutare la riflessione

1) Provate a definire queste azioni:

  • addestramento…………………………………………………………………………
  • informazione…………………………………………………………………………
  • istruzione………………………………………………………………………………
  • insegnamento…………………………………………………………………………
  • educazione……………………………………………………………………………

 

2) Chi è il “soggetto” nell’azione educativa?:

  • a) allenatore perché:………………………………………………………………………………………….
  • b) ragazzo/a perché:………………………………………………………………………………………….
  • c) allenatore e ragazzo/a perché………………………………………………………………………….

 

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Arrivederci al prossimo numero con la… “Formazione”

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